Il nostro Mall

Ognuno di noi deve sentirsi libero di esprimere la propria opinione sul Centro Commerciale di Borgarello. Molti sono contrari a prescindere, altri esprimono il proprio disappunto argomentandolo, altri ancora sono favorevoli se non addirittura entusiasti. Poi ci sono gli amministratori locali che esternano cautela oppure danno un consenso condizionato. Maurizio è stato il primo a segnalare questo argomento che ciclicamente si ripropone. Sembra quasi un referendum, o si o no. Qualcuno dice che questa è la volta buona… ora lo fanno veramente. Dipende certamente dalla politica e dagli interessi economici che gravitano intorno al progetto. Vedremo.  Nel frattempo voi cosa ne pensate?

Il nostro Mallultima modifica: 2010-06-10T16:12:51+02:00da civitatis
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2 pensieri su “Il nostro Mall

  1. Una prima presa di posizione seria

    da la Provincia Pavese del 12 giugno 2010 pagina 13

    Il Pd boccia il progetto Borgarello

    Se proprio deve sorgere una nuova area commerciale la si faccia due chilometri più a sud, all’ex area Necchi e non mangiando altro territorio nei campi di Borgarello. Questa, in sintesi, la linea espressa dal Partito democratico. Il segretario provinciale Alan Ferarri, il coordinatore della segreteria Davide Lazzari e il capogruppo provinciale Pierangelo Fazzini, hanno voluto prendere una posizione ufficiale sul mega centro commerciale che ancora minaccia di nascere a fianco della ex statale dei Giovi, a pochi chilometri da Pavia. «Pdl e Lega non hanno ancora sciolto il nodo – dice Ferrari – non hanno ancora detto se sono favorevoli o contrari. Realizzare un centro commerciale a Borgarello comporterebbe gravi problemi».
    Ferrari sottolinea le attuali difficoltà viabilistiche. «L’ex statale ogni giorno è percorsa da 25-30mila automobili – dice il segretario – la mattina per fare Pavia-Milano ci vuole un’ora e mezza. Se fosse realizzato quel centro commerciale i problemi non migliorerebbero, nemmeno se si facesse la tangenziale a Certosa».
    Il Pd chiede alla Provincia di recuperare lo studio del professor Bugatti su viabilità e sviluppo. «E’ stato redatto nel 2008 e prevede uno sviluppo economico sostenibile. In questo quadro – conclude Ferrari – ha senso il recupero dei 300mila metri quadrati dell’ex Necchi comprendendo anche una parte di aree commerciali, puntando però su negozi di vicinato, sfruttando le vocazioni naturali e culturali della zona». Davide Lazzari accusa la Provincia di gravi ritardi: «In piazza Italia devono svegliarsi un po’.
    I problemi sembrano sempre calati dall’alto. C’è un evidente deficit di programmazione. La settimana scorsa è esploso il problema dei fanghi a Lomello, poi i centri commerciali, poi il problema dei rifiuti. Il problema è che la Provincia è amministrata male da 20 anni e la gente fa fatica a capire cosa bisognerebbe fare, cioè programmare e pianificare e non inseguire i problemi». «Nel settore commerciale era nata una commissione voluta dall’assessore Ciocca – dice il capogruppo Pierangelo Fazzini – ma questa commissione non ha funzionato.
    Nell’assenza di programmazione avanzano le richieste più diverse».
    (c.e.g.)

  2. Caro Curzio, voglio dirti che alcuni di noi è da almeno quindici anni che si sentono liberi di contestare il ventilato centro commerciale di Borgarello. Risalgono infatti al 1995 le prime avvisaglie della volontà di cementificare il territorio determinando il consumo di terra fertile e ponendo ulteriori limitazioni all’agricoltura. Alla faccia del “Parco Visconteo”, del fatto che nei pressi vi sono altri centri commerciali, che aumenterebbe il traffico e di conseguenza l’emissione di gas di scarico e polveri sottili, che vari studi hanno dimostrato che per ogni posto di lavoro in un centro commerciale se ne perdono sei nel piccolo commercio, che non tutti i cittadini sono in grado di recarsi a fare i loro acquisti presso queste cattedrali del consumismo, che i produttori locali sarebbero costretti a chiudere bottega oppure abbassare la qualità dei loro prodotti per poter rientrare nei parametri di costo stabiliti dalle centrali d’acquisto. Mi auguro quindi che tutti coloro che sono contrari a questo nuovo centro commerciale si facciano sentire con manifestazioni e quant’altro sarà ritenuto utile a scoraggiare questo nuovo, inutile e dannoso insediamento.

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