Essere speciali, almeno in qualcosa

pgt.jpegIeri sera ho visto Report su RAI 3. E ogni volta è come una frustata alle coscienze. In coda al programma, la rubrica “c’è chi dice no” parla dell’associazione dei comuni virtuosi. Ne avevo già sentito parlare: vi aderiscono comuni di ogni area geografica e schieramento politico che condividono le regole di base espresse in uno statuto, fra le quali il rispetto dell’ambiente. Ciascun comune può essere speciale sotto un aspetto particolare. C’è chi si distingue nella raccolta differenziata, chi eroga servizi particolari nel campo della mobilità o chi (e questo mi ha colpito), si impegna per ristrutturare che vuol dire non consumare più suolo agricolo. Il nuovo PGT di Certosa, abbiamo visto, non prevede nuove zone di espansione ma mancano all’appello le aree ancora da edificare del vecchio PRG. L’aumento di poco più di 300 abitanti è solo una stima riferita a questi futuri nuovi insediamenti. Non vengono menzionate le attuali Case Vuote: appartamenti finiti chiavi in mano, cantieri in attività, cantieri abbandonati, case vecchie da ristrutturare, appartamenti in vendita e appartamenti vuoti pur non essendo nè in vendita nè in affitto. Oggi un amministratore SERIO prima di costruire ex novo, ci dovrebbe pensare bene. Gli spazi ci sono, almeno per un altro migliaio di persone! Ma il futuro sarà difficile se una parte considerevole degli oneri di urbanizzazione (entrate straodinarie ottenute a scapito del territorio) vengono impegnate per le spese correnti.

Meglio concentrarsi sui servizi. Come la scuola dell’infanzia…

Diventiamo un paese speciale, distinguiamoci per qualcosa di buono. La Certosa dei Visconti non deve essere l’unica cosa particolare che ci distingue da uno qualsiasi dei paesi del circondario. Diamo dei suggerimenti ai nostri amministratori, aiutiamoli. Siamo ancora in tempo per migliorare il PGT.

Essere speciali, almeno in qualcosaultima modifica: 2011-04-04T17:35:52+00:00da civitatis
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3 pensieri su “Essere speciali, almeno in qualcosa

  1. Pare che qualche cittadino volenteroso abbia cercato di fare questa buona azione, proponendosi per “partecipare” e dare il proprio contributo alla “valutazione ambientale strategica”, ma senza esito, ovvero nessuna risposta è pervenuta.
    Anch’io mi pongo l’interrogativo di Giulio.
    Da chi oggi ha il bastone del comando e dall’assessorato competente è mai giunto un segnale di coinvolgimento diffuso delle forze attive del territorio?
    Certamente sono state raccolte le “proposte” (ovvero le richieste) dei cittadini all’inizio dell’iter burocratico (quasi tre anni fa!!) ma da allora due assemblee di cui una assolutamente generica, e l’altra monopolizzata dalla questione del centro commerciale.
    Nul’altro, per ora.
    Non mi pare che sia solo una questione di merito, ma anche una questione di metodo!!

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