Sui pedali da Certosa a Milano

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Era tempo ormai che covavo l’idea di farmela in bici. Intendiamoci, non un’impresa ma comunque qualcosa più di una semplice passeggiata. Così, dopo automobile bus e treno, ho optato per la bici.

Abbiamo la fortuna di avere una pista ciclabile lungo l’alzaia del naviglio pavese fra Pavia e Milano che è un vero tesoro da conoscere e valorizzare. In passato l’alzaia era di servizio al naviglio consentendo il traino dei barconi da parte dei cavalli. Oggi è stata recuperata da un progetto che ha visto provincia di Pavia e di Milano, ognuna per parte propria, realizzare un itinerario ciclabile. Il punto critico di Binasco, dove il naviglio viene scavalcato dalla ex statale 35 e dalla provinciale 30 è stato risolto mediante 2 sottopassi, la cui costruzione mi è parsa lunga e travagliata. In principio rimasero a lungo allagati, impedendone la fruizione. Oggi sono asciutti e transitabili, forse per merito di sistemi di pompaggio. Proseguendo verso Milano, sul lato sinistro del naviglio, è stato realizzato un nuovo selciato che poi si conclude a Badile in concomitanza del ponte, attraversato il quale la pista prosegue sulla riva destra, nella sede propria dell’alzaia.

Belli alcuni scorci, peccato che in molta parte non vi sia sufficiente manutenzione e la vegetazione si faccia avanti restringendo il passaggio.

In prossimità del comune di Milano, vicino alla nuova area commerciale di Assago, inspiegabilmente la pista ciclabile finisce. Il ciclista (cicloturista) si ritrova per alcuni chilometri a percorrere una strada aperta al traffico che, vicino alla circonvallazione, diventa a senso vietato! Volendo comunque proseguire ( a proprio rischio e pericolo) si giunge alla Darsena, antico porto milanese che raccoglie le acque dal naviglio grande cedendole poi al Pavese. Oggi la darsena è un disastro, dopo che è stata in gran parte svuotata dalle acque per realizzare un parcheggio sotterraneo, i cui lavori sono bloccati da anni per via di un contenzioso fra impresa e comune.

A questo punto è meglio proseguire oltre, visto che da corso di porta Ticinese in poi, è zona Ecopass (ZTL) e il traffico è solo tram e taxi. A parte il tremore per il porfido, la sensazione è piacevole. Colonne di San Lorenzo, storia e movida, poi via Torino, i negozi, la gente che passeggia e fa shopping. Infine eccoci alla meta. La Madonnina. Il tempo di un panino e una bibita e poi via verso Certosa, verso casa.

Sui pedali da Certosa a Milanoultima modifica: 2010-08-24T18:30:24+02:00da civitatis
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