La tangenziale di Certosa

I timori che Vittorio Poma manifestava nell’intervista a Itinera si stanno concretizzando almeno per quel che riguarda i trasferimenti di regione Lombardia per la viabilità ex ANAS, che pare subiranno una forte contrazione (si parla di 5 milioni di Euro). Questo rischia di mettere una pietra tombale sulla questione della tangenziale di Certosa.

Osservo solo che, per rimanere nella nostra zona, il comune di Trivolzio ha recentemente realizzato una tangenziale completa di rotonde e di una bretella di collegamento al ponte sull’autostrada. Sempre da profano, vedo lavori di movimentazione terra nei pressi di Giovenzano (Vellezzo Bellini) che lasciano intravvedere una lunga circonvallazione che termina in una rotonda nei pressi della ex ss 35 davanti al mercatino dell’usato.

Perchè a Certosa in 30 anni nessuna amministrazione è riuscita a fare altrettanto?

 

La tangenziale di Certosaultima modifica: 2010-07-28T10:48:45+00:00da civitatis
Reposta per primo quest’articolo

16 pensieri su “La tangenziale di Certosa

  1. I lavori che si vedono nei campi di Giovenzano all’altezza del ponte per Giussago sono la preparazione di un nuovo polo logistico e magazzini che porteranno ulteriore traffico pesante sulle nostre povere strade. Altro che nuove strade e tangenziali… la programmazione della Provincia dove stà?
    Tutto questo in barba a quello che dovrebbe essere una sana progettazione urbanistica ed anche in dispregio delle numerose richieste di comitati vari promossi dai peraltro pochi Sindaci virtuosi (Domenico Finiguerra è tra questi : chi vuole può documentarsi su http://www.stopalconsumoditerritorio.it/) e da Legambiente per il risparmio del territorio agricolo dalle insane speculazioni (che tra l’altro sono anche il settore industriale delle vari ‘indrine).

    Ricordo che il tema del tanto decantato Expo2015 è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e abbraccia tutta la sfera dell’alimentazione.
    Vorrà dire che i nostri figli mangeranno cemento e catrame.

    P.S.
    ieri è stato fatto un grosso rattoppo sulla ex SS35 a Torre del Mangano su di un tratto di circa 300 metri dal distributore al semaforo della Posta.

    ulteriore P.S.
    l’inizio dei cantieri per la tanto “necessaria” nuova autostrada Broni-Mortara subirà un’uleteriore stop perchè le Provincia, per autotutela (ovvero per rischiare ulteriori ricorsi della società che non si era aggiudicata l’appalto) ha promosso il ricorso al Consiglio di Stato, così tanto per non sbagliare e non dare ragione al primo che capita (Impregilo). La Regione … ringrazia: non potrà inaugurare nulla in occasione dell’Expo.

  2. Caro Marzano,

    noto che sei piuttosto informato su quanto accade nel nostro territorio, mi potresti rispondere anche sulla situazione di Trivolzio? Dove hanno reperito i fondi e il motivo per cui hanno deciso di investirli in una tangenziale e non in aree commerciali o industriali?

    Scusa ma che cosa sono le ‘indrine?

    Grazie

  3. ———-
    Scusa ma nella fretta mi è scappata una “i” di troppo

    ‘Ndrina è sinonimo di cosca malavitosa nel gergo calabrese della Ndrangheta. La parola potrebbe derivare dal vocabolo greco antico aner, andros (uomo o uomo forte) come la stessa parola Ndrangheta, oppure secondo altri dal semplice diminutivo gergale di Malandrina, intesa come malavita (http://it.wikipedia.org/wiki/'Ndrina)

    a tal proposito (uomini forti e mafie) consiglio di leggere Leonardo Sciascia

    da IL MARE COLORE DEL VINO – FILOLOGIA di Leonardo Sciascia

    La mafia non è setta né associazione, non ha regolamenti né statuti.
    Il mafioso non è un ladro, non è un malandrino; e se nella nuova fortuna toccata alla parola, la qualità di mafioso è stata applicata al ladro, ed al malandrino, ciò è perché il non sempre colto pubblico non ha avuto tempo di ragionare sul valore della parola, né s’è curato di sapere che nel modo di sentire del ladro e del malandrino.
    Il mafioso è semplicemente un uomo coraggioso e valente, che non porta mosca sul naso, nel qual senso l’essere mafioso è necessario, anzi indispensabile.
    La mafia è la coscienza del proprio essere, l’esagerato concetto della forza individuale, unica e sola arbitra di ogni contrasto, d’ogni urto d’interessi e d’idee; donde la insofferenza della superiorità e peggio ancora della prepotenza altrui.
    Il mafioso vuol essere rispettato e rispetta quasi sempre.
    Se è offeso non si rimette alla legge, alla giustizia, ma sa farsi ragione personalmente da sé, e quando non ne ha la forza, col mezzo di altri del medesimo sentire di lui.
    ———-

  4. Naturalmente è tutto molto interessante. Il consumo di territorio (o cementificazione che dir si voglia) è’ un argomento che merita doverosamente una trattazione separata, al quale Itinera Civitatis ha dedicato diverse pagine nei mesi passati e che tornerà ciclicamente nei nostri interventi.
    La mafia o meglio la ‘ndrangheta e i legami con il mondo della politica e degli appalti pubblici nel pavese, come ovunque, rimane un tema spinoso di cui però non sono particolarmente informato.

    Vorrei però far presente che, nonostante l’incertezza su ciò che accade a Giovenzano, per non andare O/T (off topic – fuori tema), la domanda è e rimane:
    DAL MOMENTO CHE A PARTIRE DA OGGI SARA’ PIU’ COMPLICATO OTTENERE FINANZIAMENTI DALLA PROVINCIA PER LA COSTRUZIONE DELLA VARIANTE, PERCHE’ PRIMA (DI OGGI) NESSUNO E’ RIUSCITO A METTERE IN MOTO UN MECCANISMO CHE CONSENTISSSE LA REALIZZAZIONE DI UN OPERA CHE ALTROVE (MA NON MOLTO LONTANO DA NOI) HANNO INVECE REALIZZATO?
    Si tratta di una domanda legittima.

  5. ———-
    ribadisco che forse sarebbe meglio chiederlo al Sindaco di Trivolzio
    … magari si tratta di un miracolo, a volte può accadere … da quelle parti.
    lungi da me la facile ironia e senza voler andare O/T penso che comunque il problema sia di una mancata programmazione a lungo termine da parte della Provincia e della Regione (che da 5 lustri è oligopolio del centro-destra), che sono interessate alla sponsorizzazione solo di opere faraoniche (Broni-Mortara, Malpensa, tangeziale Est, Brebemi, Expo) e chesono restie a finanziare progetti di minor visibillità.

  6. La domanda, più che al sindaco di Trivolzio sarebbe da porre a chi conosce le vicende e politiche che hanno caratterizzato Certosa negli ultimi lustri.
    Credo poi che non si tratti proprio di un miracolo, a meno di non voler considerare miracolati tutti quei borghi della provincia di Pavia situati lungo direttrici importanti ma dotati di circonvallazioni, varianti o tangenzialine come ad esempio San Genesio ed Uniti e Villanterio nel pavese, Groppello Cairoli, Tromello e Dorno in lomellina o Casteggio in oltrepò. Come vedi gli esempi non mancano…
    Poi non ne farei una questione di colore politico, quanto, e qui ti do ragione, apparente assenza di programmazione. Sul punto ti anticipo che troverai un interessante intervista sul numero di Settembre di Itinera. La politica. e qui ne faccio un discorso generale, si incentra troppo su infrastrutture di grandi dimensioni, faraoniche, come dici tu, sottovalutando l’impatto che tante piccole infrastrutture potrebbero avere sull’economia nazionale e sulla qualità di vita di molte comunità.

  7. Il Comune di Certosa di Pavia, il treno non ha molte fermate, le poche è necessario salire: al completamento del primo lotto della tangenziale di Certosa, la rotonda di torriano, costata allora 2 miliardi in lire.

    La Provincia di Pavia, in seguito mise in bilancio 5 miliardi in lire per il 2 lotto, poi subentrò il Centro Commerciale di Borgarello, la promessa che lo avrebbero realizzato in cambio del Centro Commerciale, costo 13 milirdi in lire, nel frattempo la Provicia ditorro quel danaro ad altri Comuni.

    Perchè non riusciamo a fare altrettanto? bisogna scendere dal pero, oppure si vive di sogni!

  8. Mi incuriosisce e stimola questo dibattito sulla tangenziale, e prendo spunto da Franco per alcune considerazioni. I finanziamenti regionali per la viabilità sono conseguenza di una programmazione di inverstimenti a livello provinciale fatta su progetti che si concretizzano su tempi medio lunghi. Si fa un progetto, lo si inserisce tra la programmazione dei lavori pubblici e si vanno a chiedere i soldi in regione.
    Ma siccome la provincia di pavia conta 192 comuni, tutti con la loro piccola o grande necessità, bisogna avere la “forza” di sostenere i propri progetti, collaborando (vedi comuni già menzionati tra cui aggiungerei per par condicio anche Giussago) e non aspettando che tutto cada dall’alto come una benedizione divina.
    Visti i post precedenti, è storia direi condivisa che agli amministratori di Certosa degli ultimi 20 anni questa forza non l’anno avuta. Non è neppure mai stato fatto un progetto preliminare! Purtroppo come dice Franco il treno nonostante tutto era passato, ma nessuno ci è salito.
    Ora aspettiamo il benefattore di turno, e nulla è ancora certo o scontato. Anzi!
    E’ stato reso noto il tracciato della tangenzile legata al c. comm. di Borgarello, sul quale aspettiamo di avere lumi dal nostro Sindaco, ovvero se e come Certosa intende minimizzare l’impatto sul territorio agricolo e sul sistema irriguo locale, oltre ovviamente ad altri aspetti di “impatto ambientale”.
    Il tracciato si snoda quasi interamente sul territorio di Certosa. Se non avremo la forza di imporre correttivi prevedo ancora molti anni di attesa….

  9. A riguardo del centro commerciale che viene prospettato a Borgarello, per la cronaca a se ne parla dal 2000 e visti i tempi i progetti dovrebbero essere molto precedenti.
    Per aiutare la discussione critica e costruttiva sull’argomento trascrivo quello che è un’analisi molto dettagliata che è stata fatta da un autorevole sito specializzato in urbanistica e territorio.

    Cito il sito Eddyburg.it, perchè, come dichiarano, “il sito è attivo dal 2003, è un sito web non legato ad alcuna struttura o gruppo o istituzione o fedeltà. Si occupa di urbanistica, società, politica (urbs, civitas, polis) e di argomenti che rendono bella, interessante e piacevole la vita”

    Come si può notare le intenzioni loro sono coincidenti a quelle di questo Blog, per cui le loro osservazioni vanno lette in senso costruttivo.

    Citazione dall’articlo : http://eddyburg.it/article/articleview/420/1/165

    — Borgo Borgarello —
    (PREMESSE)
    Il celeberrimo complesso monumentale della Certosa di Pavia, famoso anche per aver dato il nome ai formaggi freschi prodotti negli stabilimenti lì vicino, ha la particolarità di non stare a Pavia, come farebbe pensare il nome. Si trova infatti nel territorio comunale omonimo, di Certosa, ed è l’estremità settentrionale di un insieme naturalistico e insediativo complesso, voluto e realizzato nei secoli dalla famiglia Visconti e per un lungo periodo anche recintato con una muraglia di 22 chilometri, dotata di porte come una vera e propria città fortificata. Solo, all’interno non c’erano palazzi e popolo, ma una grande riserva di caccia, con annessi alcuni stabili “di servizio”. Ora, il cosiddetto Parco Visconteo è uno dei punti più qualificati, se non il più suggestivo e prezioso, di una grande fascia verde più o meno continua che dai margini meridionali dell’area metropolitana milanese scende sino a lambire i margini del centro storico di Pavia, e quindi il parco del Ticino.
    A differenza del parco urbano pavese della Vernavola, per esempio, il parco Visconteo “non esiste” se non nelle intenzioni di alcuni entusiasti, o nei progetti di riqualificazione annunciati dall’amministrazione provinciale, come quello di un Piano Paesistico, attuativo delle linee generali stabilite dal Piano Territoriale di Coordinamento. Il piano, si legge nel sito Metropolisinfo.it, “sarà pronto entro l’anno … e serve ad evitare che possano sorgere strutture in contrasto con l’importanza storica del territorio”. Un territorio che comprende, ricapitolando, i comuni di Pavia a sud, Certosa all’angolo settentrionale ovest, San Genesio a quello est, e proprio al centro, fra il Naviglio e il tracciato della ferrovia, Borgarello.
    Proprio qui, a partire dal 2000 si sono sviluppati rapporti fra l’amministrazione comunale e la Gestione Sviluppo Commerciale di Bergamo, rappresentante italiana della portoghese Sonae, per un centro integrato che, su una superficie di 200.000 (duecentomila) metri quadri, offra un insieme di servizi commerciali, terziari, di intrattenimento, culturali. Il che, da un certo punto di vista non fa una piega, perché se ci guardiamo intorno, anche qui nelle brume tra fantasmi viscontei, cosa vuole la società? La risposta mi pare innegabile: accesso ai servizi, anche di tipo commerciale.
    ….
    (RIFLESSIONI)
    Come già detto, il problema di qualunque sviluppo edilizio, qui, è quello da un lato di interrompere la continuità della rete di spazi aperti, e in più nel caso specifico di un “centro integrato” di scala regionale, quello di inserire un enorme attrattore di flussi che creerebbero la base alla domanda di ulteriori stravolgimenti nel sistema di accessi: quindi una reazione a catena tale da rendere quasi automatica l’abolizione – salvo residui visuali di testimonianza – dell’ambiente attuale e del sistema insediativo campi/irrigazione/viabilità secondaria. A ben vedere, un articolo dell’urbanista Giuseppe Boatti sulla Provincia Pavese del 4 ottobre scorso (“Quel che resta della Certosa”), non suona neppure troppo polemico quando osserva che il Sindaco di Borgarello vede: “La città futura fatta … da mattoni, cemento, asfalto e metri cubi e quadri. E l’interesse comunitario finisce dove terminano i confini del proprio comune. Oltre? Ognuno per sé e Dio ce la mandi buona”. Perché la questione, qui, non sembra quella del “fare” o “non fare”, come posta nella solita prospettiva dei modernizzatori a senso unico, ma del “dove fare cosa, e per chi”. E forse vale davvero la pena di concentrarsi su quel “chi”, pensando a quanti giovani, casalinghe, pensionati, legittimamente auspicano una maggiore offerta di spazi per i servizi, il commercio, la cultura, l’intrattenimento. Basta vederli, in un giorno qualunque per non parlare del fine settimana, mentre si affollano accodati sulle strade grandi e piccole che qui percorrono il territorio su e giù. Ma, secondo i Comitati che si oppongono al Centro di Borgarello, hanno già un sacco di posti dove andare, in un raggio piccolo e medio. Sarà vero? L’unico modo per scoprirlo, come al solito, è quello di seguirli.
    ….

    Discutiamone.

    PS Gli oneri di urbanizzazione (13/14 milioni di euro) vanno al comune di Borgarello, non a Certosa o alla Provincia, per cui in Conferenza dei Servizi bisogna sapere dove trovare i finanziamenti per le infrastrutture sovraccomunali.
    Una recente proposta, anche inserita nel PGT di Certosa prevederebbe la tangenziale partire da Torriano ed arrivare al Cassinino (circa 4 Km con 4 rotonde).
    Per rendersi conto dei costi si veda l’articolo sul Mondo di Pavia http://www.ilmondodipavia.it/pagina.php?b=X505Pmk-S7
    dove per la riqualificazione di 8 khilometri di una strada già esistente (la S.P. EX SS. 596) è prevista una spesa di 9 milioni di euro (senza compensazioni ambientali) finanziati all’90% dal Polo Logistico di Mortara S.p.A.

  10. Ieri ho letto l’articolo sulla Provincia e volevo scrivere qualcosa qui.
    Siccome è venuto un po lunghetto lo lascio sul mio blog, chi vuole lì lo può leggere tutto.
    Spero che serva ad affrontare seriamente e con responsabilità da parte di tutti (cittadini ed amministratori locali, di Certosa e dei comuni vicini) perchè come disse qualcuno “l’ora delle decisioni irrevocabili è giunta”.
    Se non ci si confronta ora, poi sarà troppo tardi.
    Buona domenica a tutti
    http://maurimarzano.blogspot.com/2010/08/finalmente-la-tangenziale-certosa-di.html

  11. Vorrei portarvi una “Vision diversa dal solit” che parte da un apparente digressione ma che si collega al discorso comune- tangenziale…
    Intanto mi fa specie che nessuno parli dell’assenza (forse carenza) di servizi nei nostri comuni soprattutto alle persone fragili.
    Nessuno nota come anche il sindaco di destra di Borgarello si trovi costretto a far cassa con l’urbanizzazione sfrenata dopo che il governo di destra ha ridotto le tasse nazionali spostando molti oneri per i comuni, province regioni.
    Le regioni sono forti e si sono dotate di una corposa legislatura, i comuni più grossi ricorrono all’ecopass ad esempio (*-*!!), i piccoli comuni alle multe (li cogliesse una colichetta piccola da 70 euro circa ma prima il sindaco), le province vogliono abolirle (forse perchè non hanno creato reddito fiscale?!); a Certosa va detto per fortuna o per volontà dei più nessun mezzuccio per fare cassa ma ovviamente nessun servizio o pochi e devoluti magari dall’AUSER o dall’Oratorio (non voglio per forza citare RESET che non prende un cent dal comune!!).
    Anche secondo me lo sviluppo di una tangenziale “cementifica” ma è fondamentale per lo sviluppo armonico di una comunità.
    Attorno alla tangenziale anche se non ci fosse il centro commerciale ci sarebbe comunque una certa possibilità di urbanizzazione e quindi di speculazione sul territorio, con gli oneri a favore del Comune.
    Sarebbe importante -invece di impiegare i fondi per ulteriore cementificazione- creare dei criteri condivisi discutendo con le persone e pensare a costruire la comunità, i servizi e la quallità di vita di un comune come ilo nostro.
    Mi ricordo che quando sono arrivato le persone circolavano sui sentieri di campagna liberamente tutto attorno all’abitato tra le frazioni, fino a Pavia; adesso senza milioni di soldi versati per le ciclabili sembra non sia più possibile.
    Sembra che le ciclabili siano così ecologicamente sostenibili, invece cambiano l’aspetto rurale, storico e culturale del nostro territorio.
    Costano come un pezzo della tangenziale senza rotonde (es Torriano-Samperone), sono fatte con il cemento e asfalto, non migliorano la qualità di vita dei cittadini.
    Forse dovremmo intenderci e discutere sui principi piuttosto che sulle guerre ideologiche.
    E soprattutto gradirei non lasciare a persone ignote di Grossago, Bergamello, Volezzo o altre associazioni viscontee lo spazio per speculare a loro fine sul nostro territorio di pregio soprattutto davanti ai luoghi sacri (..a proposito grazie Sindaco Petrini per lo scempio da Lei avallato davanti alla Chiesa o al Monumento per non parlare del 2,50 euro del “parcheggio” con mullte annesse!! Non ne vogliamo parlare?)
    Cosa ne pensate?
    Ci sono tante cose da discutere e da fare per migliorare la vivibilità del nostro bellissimo Comune magari spendendo meglio i soldi delle ciclabili, magari creando nuove fonti di reddito e magari di commercio..
    Si magari.. Tanti, troppi magari, un comune di magari..

  12. Solo oggi sono rientrato da un viaggio di lavoro e mi sono messo a sfogliare le varie copie de La Provincia Pavese che si erano accumulate durante la mia assenza. Ho letto con interesse e partecipazione lo sfogo del nostro assessore Marcello Infurna sul problema della mancanza di attenzione da parte della Provincia di Pavia per il monumento della Certosa e poi con sgomento ho letto la risposta del presidente Vittorio Poma che per chiarezza riporto integralmente “«Ho l’impressione che l’Amministrazione di Certosa stia dormendo, trincerandosi in inutili polemiche. Non ha mai partecipato ai bandi regionali promossi dal Sistema turistico Po di Lombardia, né ha mai presentato progetti mirati ad ottenerne i finanziamenti messi a disposizione».
    Ma come è possibile? Se qualcuno potesse aiutarmi a capire come possa succedere di non sfruttare i finanziamenti e poi lamentarsi della scarsità dei mezzi a disposizione. Povero Totò (principe De curtis) a quanto pare qualcuno riesce a far ridere più di lui.

  13. Ho letto e riletto le dichiarazioni del Presidente Poma e l’unica cosa che capisco in quello che afferma è che si tratta di un attacco verbale contro chi ha esposto il proprio malcontento per una gestione molto “particolare” dell’ente Provincia.
    È evidente che il buon Poma (di cui ho già avuto modo di scrivere sul mio blog a proposito della questione trasporto pubblico locale http://maurimarzano.blogspot.com/2010/09/tre-uomini-in-corriera-per-tacere-del.html) agisce con logiche vecchie e che si dimostra ogni giorno di più lontano dalla gente, soprattutto nelle zone dove l’elettorato non è della sua parte politica.
    Caro Giacomo tu attacchi e non so quanto sei informato sui progetti che sono stati fatti in a passato. Nei piccoli comuni gli amministratori (di destra, di centro, di sinistra, di sopra che siano) è impegnata a risolvere i problemi quotidiani della comunità, lo so per esperienza diretta.
    E’ qui, nei piccoli comuni (e non parlo solo di Certosa di Pavia), che – chiunque sia il pensiero politico dell’amministratore – ci si assume la responsabilità del FARE piuttosto che essere, come qualcun altro, indaffarato nelle questioni immobiliari dei parenti.
    Comunque tu la possa pensare, caro Giacomo, prima esprimere un parere io cerco di informarmi e confronto le varie fonti d’informazione, dando ad ognuna la propria tara.
    Non voglio difendere od accusare nessuno, ma mi auspico che chi sta all’opposizione riesca a dimostrarsi più capace e riesca ad argomentare meglio le proprie dichiarazioni
    Se ci riesce qualcuno dei suoi “capi” lo potrà notare e magari anche premiare.

  14. Egregio Signor Maurizio,
    mi sono attenuto ai fatti, ho letto una dichiarazione dell’assessore di Certosa pubblicata sul quotidiano locale: “La Provincia Pavese” e la risposta del presidente della Provincia, nessuna smentita dagli interessati. Ho solo commentato ironicamente una figuraccia da parte del nostro comune.
    Lei afferma:
    “Ho letto e riletto le dichiarazioni del Presidente Poma e l’unica cosa che capisco in quello che afferma è che si tratta di un attacco verbale contro chi ha esposto il proprio malcontento per una gestione molto “particolare” dell’ente Provincia.”
    Viste le Sue difficoltà, per aiutarLa a capire Le ripropongo la dichiarazione di Poma, non smentita dallo stesso o dall’assesore:
    “Il Comune di Certosa non ha mai partecipato ai bandi regionali promossi dal Sistema turistico Po di Lombardia, né ha mai presentato progetti mirati ad ottenerne i finanziamenti messi a disposizione”
    E’ un fatto, anche circostanziato. Mi pare ci sia poco da capire!
    Poi mi stupisco che qualcuno mandi avanti i suoi lacchè per le difese d’ufficio, mi stupisco che un cittadino quando esprime opinioni, lamentele, battute sia immediatamente sospettato di simpatizzare per la parte politica avversa e… in fondo in fondo considerato sporco, brutto e cattivo.
    Rispedisco al mittente il Suo consiglio:
    “Se ci riesce qualcuno dei suoi “capi” lo potrà notare e magari anche premiare”.
    Trovo appagamento morale e materiale nella mia famiglia e nella mia professione, non desidero farmi “premiare”… a differenza Sua io non ho capi a cui compiacere!

Lascia un commento